fania80 Il termine Salsa Classica è entrato in voga soltanto negli ultimi anni a causa di una gravosa situazione venutasi a creare in seno al mondo latino. L’esigenza di adoperare l’aggettivo “Classica” nasce dalla volontà di portare alla luce e alle orecchie del pubblico, ormai  ignaro, quella che è la Vera Musica Salsa,  cioè quella che i musicisti latini hanno suonato correntemente fino alla fine degli anni 70 e che dagli anni 80 in poi ha cominciato il proprio declino a causa di una gestione discografica becera e basata solo sul Dio Denaro. Questo modo di agire ha condizionato ogni forma di arte, dal cinema all’architettura, dalla letteratura alla fotografia.

Nel caso specifico della musica, da quando le tastiere elettroniche ed i computer hanno preso piede dal punto di vista strumentale anche la Salsa, genere orchestrale per eccellenza, ha subito parecchie e devastanti variazioni, in primis la perdita della Clave (figurazione ritmica fondamentale senza la quale ogni genere di musica latina perde il suo tipico sabòr) per continuare con l’aggiunta di suoni di Batterie elettroniche e sintetizzatori che, seppur modernizzando il suono, distruggono e appiattiscono il fascino live degli strumenti acustici che questo meraviglioso genere musicale impone.

A contribuire in maniera fortissima a questa forma di disinformazione globale sono in primis i gestori dei locali che a partire dai primi anni 90 sfruttano il fascino esotico del Latino per attirare la gente all’interno delle proprie attività con l’unico e solo scopo di riempirli di cocktails, salatini, pizza e birra e utilizzando qualsiasi nome dall’aspetto esotico o accento latino per ammaliare il pubblico. Vengono così mischiati Salsa e Merengue insieme ad animazione e balli di gruppo, permettendo così ad alcuni “Fenomeni Paranormali” italiani e stranieri di fingersi latini e trasformarsi da un giorno all’altro da ragionieri, metalmeccanici, casalinghe e prostitute in … artisti del fantastico baraccone Italo-latino.

Abbiamo avuto molti esempi in Italia di gente che non era in grado nemmeno di fare la O col bicchiere che si trova miracolosamente da un giorno all’altro ai vertici delle classifiche per avere creato un brano che alle orecchie della gente comune sembra essere una hit ma se ascoltato con un minimo di coscienza musicale non può essere giudicato in maniera diversa da come il Ragionier Ugo Fantozzi appellò la famigerata “Corazzata Potemkin”.

La maggior parte dei DJ, dagli anni 90 ai giorni nostri, in questa atmosfera ci pasciano perchè non solo assecondano le scelte commerciali dei locali ma in più non hanno motivo di dovere fare grandi ricerche musicali e non potendosi spesso fidare del loro gusto si affidano alle decisioni dei Discografici che continuano a fare il bello e il cattivo tempo. Per quasi 20 anni siamo stati vittime di vergognosi Discografici, vergognosi Gestori e Organizzatori di serate Latine fasulle e di DJ senza coscenza ne conoscenza musicale che si permettevano anche il lusso di dire “stasera SUONO qua … domani SUONO la …” (che prima di utilizzare solo il verbo SUONARE dovrebbero passare almeno un anno a sbattersi su uno strumento vero e buttarci il sangue). Sono stati questi personaggi aiutati dai moltissimi maestri di ballo senza scrupoli a divulgare e fare proliferare la Megalitica Monnezza Musicale che ha invaso a macchia d’olio tutto l’ambiente Latino. Pur di accaparrarsi i favori delle masse, anzichè istruirli e farli avvicinare alla vera essenza della musica, li deviavano su percorsi alternativi che li hanno confusi facendogli credere che esistevano lotte intestine tra musica Cubana, Portoricana e Newyorkese e dando per scontato che se appartenevi ad una scuola non potevi e non dovevi frequentare le serate di un’altra scuola a meno che il tuo maestro non ti dava il permesso.

Nessuno si è mai posto il problema qualità musicale nell’ambito latino, qualsiasi cosa veniva proposto o cantato in spagnolo era “latinoamericano” e automaticamente andava bene. Persino i pianisti di pianobar si improvvisavano cultori della musica latina e qualsiasi genere dal Tipitipitero al Pam Pam veniva chiamato … Salsa. Ormai c’era Salsa dappertutto, anche sui muri e il bello è che tutti conoscevano questa parola, che già di per se non indicava nulla di preciso, ma se gli chiedevi “cosa è per te la Salsa ?” ti guardavano con lo stesso sguardo perso della piccola Bernadette quando vide apparire la Madonna di Lourdes per la prima volta. Poi arrivarono la Bachata, il Reggaeton e adesso pure  la Kizomba a creare ancora più confusione nell’ambiente latino che,  a prescindere dai gusti personali, possiamo senza smentita  definire generi che nulla hanno a che vedere ne con il termine SALSA, non avendo mai fatto parte storicamente di quel periodo, ne tanto meno con il termine CLASSICA (se andiamo ad analizzare la tipologia di melode, arangiamenti e strumenti utilizzati).

Per noi la Salsa è sempre rimasta la stessa sin dal primo giorno, quella che ascoltavamo e suonavamo agli inizi del nostro percorso è esattamente la stessa di quella che suoniamo e ascoltiamo oggi. I canoni musicali sono invariati, il modo di arrangiare è  il medesimo e tutte le regole strumentali e ritmiche dei generi classici latini continuano ad essere rispettate e non abbiamo mai sentito il bisogno di dovere inserire nel nostro repertorio generi alternativi per avvicinarci al mercato del pop. Se alla gente piace quello che facciamo ci segue, altrimenti andiamo volentieri a suonare altri generi dove mettere a disposizione le nostre competenze piuttosto che macchiare con volgari compromessi musicali una forma d’arte splendida creata da artisti che hanno scritto intere pagine di storia e cultura musicale di un popolo.

C’è chi parla di Salsa Classica intendendo esclusivamente il periodo storico entro il quale la Salsa ha raggiunto il suo apice di popolarità difendendo a spada tratta solo ed esclusivamente il suono derivante dai fascinosi vinili dell’epoca, per noi invece Salsa Classica vuol dire soprattutto FARE Salsa buona e non privilegiare solo l’ascolto di una puntina su un vinile. La Salsa si fa principalmente dal vivo e quando un tempo le orchestre suonavano dal vivo il risultato acustico all’interno del locale era esattamente lo stesso di quando un’orchestra come la nostra suona oggi utilizzando quegli stessi strumenti e quegli stessi canoni; il vinile, pur mantenendo un suo fascino irrinunciabile, falsa quella che è la realtà di una acustica live. Fare Salsa Classica quindi vuol dire rispettare un certo modo compositivo utilizzando strumenti non contaminati da sonorità che nulla hanno a che vedere con questo genere.

Noi musicisti siamo le vere vittime sacrificali di questo scempio e per ciò siamo stati costretti a modificare la nomenclatura di quella che per noi era semplicemente Salsa specificando che:

La ricetta che abbiamo sempre utilizzato per fare la nostra musica era e resterà per sempre quella … CLASSICA !!!

Pandero (A.Pandero)